S come Stazione del metrò

 In Alfabeto, Italia Pop

Claudio Baglioni dà pochissimi indizi per identificare questa stazione della metropolitana, che preannuncia molti anni prima – è il 1975- le tesi rivoluzionarie di Marc Augé sui “non luoghi”. Nella canzone Sabato pomeriggio manca qualsiasi riferimento geografico e non si riesce neppure ad evincere l’orario in cui si svolge l’azione.

Baglioni parla genericamente delle 7 e 30, ma non specifica se si tratti di mattina o di sera. In effetti, facendo riferimento al titolo dell’album, Sabato pomeriggio, verrebbe da pensare che la scena si svolga dopo il tramonto, un’indicazione preziosa per collocare geograficamente questa panchina fredda del metrò. Infatti, considerando la tipologia del personaggio, che sogna guardando il manifesto che reclamizza una vacanza in Tunisia, viene da pensare che il nostro protagonista non abiti nelle zone centrali e semicentrali di Roma. E’ piuttosto un viaggiatore da linea B che abita in periferia e che sta aspettando il metrò per tornare a casa dopo un pomeriggio trascorso sulla scalinata di piazza di Spagna.

A questo punto, Baglioni ci viene in aiuto con un ulteriore indizio: parla di due donne con le braccia piene di sacchetti dell’UPIM (attenzione all’accento, sulla “i”). Ciò significa che la fermata della metropolitana si trova dalle parti di via del Corso e probabilmente si tratta della fermata Cavour. Nella canzone si cita anche “un bambino che si tuffa dentro a un bigné, un’immagine tra Salvador Dalì e Hansel e Gretel difficilmente ravvisabile nella realtà. Nondimeno, si può approfittare della citazione per fare una visita alla pasticceria Marinari.

Stazione del metrò

Claudio Baglioni – Poster (album Sabato pomeriggio, 1975)

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